Twitter, l’inutile moda del momento
Oggi voglio andare controcorrente e spararla grossa: “non vedo l’utiltà del servizio Twitter”. Ecco, l’ho detto. Sono giorni che sulla blogosfera non si fa altro che parlare di questo servizio. Tutti hanno fatto un post sul proprio blog , la maggior parte ne sono entusiasti. Sembra il servizio che mancava, quello che aiuterà ancora di più lo sviluppo del WEb 2.0 e la sua diffusione capillare.
Ho aspettato un po’ per comprendere se l’ “effetto onda” passava. Con questo concetto voglio indicare che 100 blog con autorità parlano di qualcosa, 1000 riprendono la notizia il giorno dopo approfondendola o scopiazzandola, 10 ne parlano ancora dopo due giorno, dopo 3 giorni nessuno fila più il servizio.
Ma qual’è l’utilità di Twitter? Perchè dover pubblicare su di una pagina web o su di un riguardo del mio blog, ciò che sto facendo. A chi interessa? Ok, si può creare una rete sociale e tenerla allineata dei nostri spostamenti…ma poi? I messaggi che si leggono sono del tipo: “Vado in ufficio” e noto che è stato inserito 4 ore fa. “Questa sera festa da Cristina”, inviato 1 giorno e mezzo fa. “Sono in treno direzione Venezia”, aggiornato 2 ore fa.
Moltissimi account risultano abbandonati. Qualcuno ha testato il servizio, l’ha usato per qualche giorno e poi si è guardato bene dal proseguire l’invio di messaggi. Perchè il problema è proprio questo: o si è costanti, si inviano informazioni e notizie in questa sorta di “Ansa personale” con costanza e frequenza, altrimenti avremo pochi lettori. Il testo inserito è sembre breve, solo una pillola e niente più.
Leggendo poi i commenti e i post in giro si trovano persino le lamentele di chi si era iscritto al servizio sperando di ricaricarsi il telefonino attraverso la massiccia ricezione di SMS. Twitter infatti invia messaggi a chi ne fa richesta, per ricevere notifiche con i testi pubblicati dalla propria rete di amici. Sembra che, almeno per l’Italia, sia stato sospeso il servizio. L’idea era certamente carina, per creare un collegamento tra web e cellulare che portiamo sempre in tasca, ma quando si tratta di usare qualche servizio gratuito, qui da noi c’è sempre chi ne approfitta a danno degli altri.
In conclusione: un gran tam tam ed un fitto passaparola ma….quanti degli attuali entusiasti lo saranno ancora tra 6 mesi? Mi faccio un nodo al fazzoletto per tornare sull’argomento a tempo debito.
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maxilprof said
am 24 Marzo 2007 @ 4:05
Anch’io mi sono chiesto l’utilità di twitter…mi sono iscritto per testare il servizio. Guardo twittervision e in effetti le cose che vengono raccontate sono per lo più banali e inutili. Il punto è: arriverà il momento in cui le persone ci aggiorneranno in tempo reale su cose davvero importanti? Ad esempio: succederà prima o poi di qualcuno che si metterà a scrivere: “sto uccidendo mia moglie” oppure “mi sto gettando dal palazzo di fronte al tuo: fottiti” e così via?
Giuliano said
am 24 Marzo 2007 @ 8:46
Dubito che il servizio verrà usato per raccontare in tempo reale cose improtanti. Non sembre facciamo cose “importanti” o interessanti per gli altri. Su Twitter mi sembra che la gente carichi di tutto ma il risultato finale è la lettura di fatti altrui senza la benche minima importanza. Personalmente preferisco leggere di più un post su di un blog, magari scritto un po’ male, ma con delle idee dentro, piuttosto che un messaggio che dice:”Sto tornando a casa per il pranzo” (messaggio scritto 8 ore fa).
Mauro said
am 9 Gennaio 2008 @ 0:12
Beh, mi pare che la tua previsione sia stata abbastanza smentita dall’utilizzo sempre più massiccio di twitter anche in contesti veramente importanti tipo presidenziali americane: http://politweets.com/
Ciao
Giuliano said
am 9 Gennaio 2008 @ 8:46
Ciao Mauro, grazie per il commento.
Sulle presidenziali americane hai ragione, anche se, come avrai notato, in questo contesto si stanno utilizzando tutti gli strumenti sociali disponibili sulla rete. Da Facebook a YouTube, da Twitter a LinkedIn, da MeetUp a MySpace non c’è strumento che non abbia un canale o un profilo dei candidati politici.
Per ciò che riguarda il successo, è vero, lo strumento continua ad essere utilizzato da molti e sono nati decine se non centinaia di servizi basati sulle sua API.
Quali sono però gli utenti principali? Spesso sono le “blog star” (http://tweeterboard.com/top-100) o persone che hanno fatto del giornalismo sul web una delle loro principali attività. Non parlo solo dell’Italia, ma di tutto il mondo. Il resto dell’utenza è poco attiva nella pubblicazione di messaggi, cosa che rende lo strumento del tutto inutile.
Domanda, qual’è, secondo te, il servizio basato su Twitter più utile per l’utente?
politicaduepuntozero » Blog Archive » Politweets: il cinguettio dei candidati USA said
am 14 Gennaio 2008 @ 10:13
[…] aumentano le perplessità sulla reale utilità di Twitter per l’utente comune, lo strumento sembra confermare le sue […]
Web 2.0 - Internet è cambiato » Twitter, qualche numero interessante said
am 14 Gennaio 2008 @ 10:54
[…] mesi fa avevo scritto un post critico relativo a Twitter. La mia opinione non è cambiata con il tempo, come ho già avuto modo di esprimere nei commenti su […]