Quantificati i danni arrecati dalla pirateria

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Passi per i libri chiesti in prestito e non comprati, del resto le biblioteche esistono per questo e leggere un volume consigliato da una persona speciale ha sempre un fascino maggiore, ma per quanto riguarda musica e film la pirateria sta devastando la cultura. È quanto emerso dall’ultimo rapporto di Fapav che ha messo nero su bianco chi sottrae quanto all’industria culturale.

Secondo la Federazione anti pirateria audiovisiva, infatti si tratta perlopiù di persone con un titolo di studio (il 62% sono diplomati),  italiani (il 39%), sia uomini che donne. E’ il profilo di coloro che nel 2016 hanno compiuto la bellezza di  669 milioni di atti di pirateria compiuti (56% di film, 23% di serie e 21% di programmi televisivi), causando un danno all’industria audiovisiva pari a 686 milioni di euro.

Lo studio è stato condotto a dicembre 2016 con interviste a oltre 1400 individui di almeno 15 anni di età, e a oltre 200 individui tra i 10 e i 14 anni, tra i quali la percentuale di ‘pirati’ sale a uno su due (ma con meno atti di pirateria individuali). Nel totale, dal 2010 sono saliti al 78% gli atti di pirateria digitale (download, streaming o ricezione di copie digitali non originali), mentre sono diminuiti dell’81% l’acquisto di Dvd/blu-ray contraffatti e del 50% la pirateria indiretta (cioè ricezione di Dvd/Blu-ray contraffatti o visione di copie non originali altrui).

Insomma, chi ha un titolo di studio ed è acculturato è teso a vedere sempre più serie, a scoprire nuovi genere musicali e a non perdere l’ultimo film in uscita ma non è disposto a pagare per farlo. Cresce sempre più dunque, il fenomeno della pirateria, a discapito di chi ha fatto della cultura la sua principale occupazione.

Più nel dettaglio  scende leggermente la pirateria dei film, dal 37% del 2010, anno della precedente ricerca, al 33% del 2016, mentre aumenta quella di serie (dal 13% del 2010 al 22% del 2016) e dei programmi tv (dall’11% al 2010 al 19% del 2016).

Numeri preoccupanti dovuti anche al fatto che solo un pirata su quattro ritiene di compiere “un gesto grave”. Inoltre, anche se l’82% è a conoscenza del fatto che la pirateria sia un reato, il 57% ritiene improbabile di essere scoperto o sanzionato. Il danno complessivo all’economia italiana è stimato in 1.2 miliardi di euro, con una perdita di 427 milioni di Pil e 6540 posti di lavoro in fumo.

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