Patologie 2.0: le malattie causate dall’utilizzo di smartphone e pc

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Patologie 2.0: un termine un po’ strano, forse anche buffo, ma che sta a indicare qualcosa di veramente serio. Le patologie 2.0 sono infatti tutte quelle malattie causate dall’uso eccessivo di smartphone, tablet e personal computer, sempre più comuni e sempre più dannose per il nostro organismo.

Nella maggior parte dei casi nemmeno ce ne accorgiamo, ma siamo in grado di isolarci per ore dal resto del mondo puntando gli occhi sul nostro smartphone o tablet, mettendoci in posizioni strane e assorbendo onde e radiazioni. Il risultato è spesso scontato: mal di collo, affaticamento e annebbiamento della vista, cervicale, infiammazione della schiena, cali di concentrazione, tunnel carpale e scarsa qualità del riposo. Ma andiamo più nel dettaglio.

Lavorare più di quattro ore al giorno davanti un computer provoca gravi problemi alle articolazioni e un’infiammazione alla schiena difficile da curare. Avere il collo perennemente abbassato non fa altro che caricare il peso del corpo sulla parte superiore della schiena con conseguenze che potrebbero portare anche all’insorgere di patologie come l’ernia del disco o la scoliosi. Altra parte del corpo che soffre l’uso prolungato del computer sono le mani. Pigiare in continuazione la tastiera può portare all’infiammazione dei tendini o, molto più probabilmente, al tunnel carpale.

È possibile prevenire le infiammazioni della schiena e dei tendini delle mani utilizzando degli strumenti sviluppati appositamente. Ad esempio si può utilizzare un supporto per il notebook che alzi il dispositivo e ci permette di distribuire meglio il peso del nostro corpo. Per quanto riguarda le articolazioni delle mani, invece, si può acquistare una tastiera e un mouse ergonomico.

È interessante notare anche il rapporto tra utilizzo prolungato della tecnologia e capacità intellettive come la memoria e la concentrazione. Una delle caratteristiche dei dispositivi tecnologici è la possibilità di effettuare più cose contemporaneamente. Alcuni studi scientifici, però, hanno dimostrato che il cervello dell’essere umano non è multitasking e riesce a processare solamente una cosa per volta. Fare due o più cose contemporaneamente influisce negativamente sulla capacità delle persona di memorizzare le informazioni.

Altro fattore che influisce negativamente sulla capacità di concentrazione dell’utente è l’utilizzo prolungato dei device durante la notte. È stato provato scientificamente che le luci blu dei display non permettono lo sviluppo della melatonina, fondamentale nella qualità del sonno di una persona. Un quantitativo minore di melatonina prodotta, causa una perdita di ore di sonno e può portare all’insorgere di patologie come il diabete, la depressione e l’obesità.

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