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	<title>Commenti a: La frammentazione dei servizi 2.0</title>
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		<title>Di: Odio * 2.0 &#171; Federico Paparoni WebLog</title>
		<link>http://www.web-20.it/la-frammentazione-dei-servizi-20/#comment-812</link>
		<dc:creator>Odio * 2.0 &#171; Federico Paparoni WebLog</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 17:02:03 +0000</pubDate>
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		<description>[...] il tutto porta, come diceÂ Giuliano Prati, ad una frammentazione dei servizi, ad un esplosione di applicativi (magari anche utili per la loro [...]</description>
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		<title>Di: Alessandro</title>
		<link>http://www.web-20.it/la-frammentazione-dei-servizi-20/#comment-633</link>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 12:54:12 +0000</pubDate>
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		<description>Il tema della frammentazione e&#039; certamente interessante e mi ci sono soffermato piuttosto spesso.

Per esigenze di lavoro in prima istanza e per pura curiostia&#039; in seconda istanza mi iscrivo pressoche&#039; a qualunque servizio mi capiti sott&#039;occhio.

E&#039; vero. C&#039;e&#039; una frammentazione enorme e ritengo che ci sino almeno altri due aspetti che devono essere considerati.

Il primo riguarda il fattore tempo. Ogni singolo servizio che si sfrutta richiede una piccola porzione del proprio tempo che, per defnizione, e&#039; limitato. Per questo motivo credo che esista un limite non superabile per il singolo che si trovera&#039; ad utilizzare solo ed esclusivamente questi servizi che ritiene utili e per i quali riesce a ritagliarsi del tempo per gestirli.

Il secondo aspetto, forse  piu&#039; importante, e&#039; che questi servizi aggrediscono piccole porzioni della nostra identita&#039; digitale. I bookmarks, le fotografie, il nostro network lavorativo, ecc.
In genere siamo portati a concedere queste porzioni di identita&#039; digitale senza grosse preoccupazioni.

Il punto chiave e&#039; che chiunque puo&#039; rappresentare quasi per intero la nostra identita&#039; digitale, semplicemente aggregando queste porzioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema della frammentazione e&#8217; certamente interessante e mi ci sono soffermato piuttosto spesso.</p>
<p>Per esigenze di lavoro in prima istanza e per pura curiostia&#8217; in seconda istanza mi iscrivo pressoche&#8217; a qualunque servizio mi capiti sott&#8217;occhio.</p>
<p>E&#8217; vero. C&#8217;e&#8217; una frammentazione enorme e ritengo che ci sino almeno altri due aspetti che devono essere considerati.</p>
<p>Il primo riguarda il fattore tempo. Ogni singolo servizio che si sfrutta richiede una piccola porzione del proprio tempo che, per defnizione, e&#8217; limitato. Per questo motivo credo che esista un limite non superabile per il singolo che si trovera&#8217; ad utilizzare solo ed esclusivamente questi servizi che ritiene utili e per i quali riesce a ritagliarsi del tempo per gestirli.</p>
<p>Il secondo aspetto, forse  piu&#8217; importante, e&#8217; che questi servizi aggrediscono piccole porzioni della nostra identita&#8217; digitale. I bookmarks, le fotografie, il nostro network lavorativo, ecc.<br />
In genere siamo portati a concedere queste porzioni di identita&#8217; digitale senza grosse preoccupazioni.</p>
<p>Il punto chiave e&#8217; che chiunque puo&#8217; rappresentare quasi per intero la nostra identita&#8217; digitale, semplicemente aggregando queste porzioni.</p>
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		<title>Di: IdentitÃ  e presenza online: (s)mashed-up &#171; Marketing For Nerds</title>
		<link>http://www.web-20.it/la-frammentazione-dei-servizi-20/#comment-632</link>
		<dc:creator>IdentitÃ  e presenza online: (s)mashed-up &#171; Marketing For Nerds</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 11:04:42 +0000</pubDate>
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		<description>[...] 25, 2008   Un post di Ilaria Katerinov sul blog &#8220;La Quarta Bozza&#8221; riprende il tema della &#8220;frammentazione dell&#8217;identitÃ  nel web 2.0&#8243; e riflette su come [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] 25, 2008   Un post di Ilaria Katerinov sul blog &#8220;La Quarta Bozza&#8221; riprende il tema della &#8220;frammentazione dell&#8217;identitÃ  nel web 2.0&#8243; e riflette su come [...]</p>
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