La settimana scorsa, durante il viaggio a/r da Roma, ho letto il testo “Internet P.R.” di Marco Massarotto, professionista che ho avuto modo di conoscere lo scorso anno a Milano durante l’evento Web2.Oltre. L’opera di 150 pagine si legge velocemente, i contenuti sono semplici da capire e soprattutto interessanti. Si parla essenzialmente di come internet abbia cambiato il rapporto tra aziende – prodotti – consumatori e come, di conseguenza, si debbano cambiare le strategie di marketing e di comunicazione per rivolgersi verso il proprio target. Il campo di gioco è molto più ampio: internet è sconfinato, non ci sono orari, non ci sono bariere. Ci sono però regole o meglio, strategie da adottare per rendere al meglio durante questa partita.
Sono presenti svariati esempi chiari e calzanti, sicuramente ben argomentati da un professionista che conosce il suo mestiere.
Le parole chiave dell’opera sono: conversazione, dialogo, partecipazione.
Durnate la lettura mi sono però chiesto:”Gli utenti hanno veramente così tanta voglia di dialogare tra di loro o con le aziende?“. Può essere, ma non sono così sicuro. A mio podesto parere gli utenti recensiscono prodotti, lasciano la loro opinione all’interno di blog o portali specializzati, scrivono su di un forum. Ma è un vero dialogo questo? I testi di Wikipedia sono scritti dal 20% dei visitatori. Ciò significa che l’80% legge e se ne va. I blog, anche quelli riconosciuti più autorevoli, raramente hanno medie esorbitanti di commenti. Spesso sono addirittura assenti. Dov’è quindi tutto questo dialogo?
Ok, è vero, ci sono strumenti come gli IM, che non sono misurabili e dove credo che avvengano la maggior parte delle converazioni, ma se un’azienda volesse conversare con il proprio target non basta un blog o un social network. Il libro lo dice, bisogna infatti uscire dal proprio spazio ed andare verso quei siti esterni dove avvengono le conversazioni. Ma secondo me sono più “opinioni” (uno –> molti) che discussioni (uno –> molti –> uno).
Sono propenso a credere che servano nuovi strumenti in grado di analizzare ciò che le persone dicano, intercettando così macrofenomeni e anomalie sulla percezione di prodotti o servizi. Strumenti in grado di esaminare la percezione degli utenti, di scendere nel dettaglio delle loro recensioni e dei post sui loro blog, per capirne il senso. Questi dati, aggregati all’interno di un sistema, possono permettere alle aziende di ottenere dati precisi sul proprio mercato, informazioni in grado di prendere decisioni ed eventualmente “correggere il tiro”, dov’è possibile. E’ in questo campo che mi sto muovendo con interesse ed entusiasmo, sperando di avere presto in mano qualche cosa di veramente innovativo.
Complimenti a Marco per il suo lavoro.
People who looked at this item also looked at…